Come funziona il calcolo del netto nel regime forfettario
Nel regime forfettario non si deducono i costi reali: lo Stato stabilisce in modo forfettario quanta parte del fatturato è considerata reddito, attraverso il coefficiente di redditività legato al codice ATECO. Il percorso dal lordo al netto è composto da tre passaggi.
1. Reddito imponibile. Fatturato annuo × coefficiente di redditività. Un professionista con 30.000 € di compensi e coefficiente al 78% ha un imponibile di 23.400 €.
2. Contributi INPS. Chi non ha una cassa professionale versa alla Gestione Separata il 26,07% dell'imponibile. Artigiani e commercianti versano invece contributi fissi sul minimale (circa 4.460 € l'anno) più una quota percentuale sulla parte eccedente. I contributi versati sono deducibili dall'imponibile dell'anno successivo; questo simulatore li deduce nello stesso anno per semplicità di stima.
3. Imposta sostitutiva. Sul reddito imponibile al netto dei contributi si applica il 15%, ridotto al 5% per i primi cinque anni di una nuova attività. Niente IRPEF, niente addizionali regionali o comunali, niente IVA in fattura.
Coefficienti di redditività principali
| Attività | Coefficiente |
|---|---|
| Professionisti, attività scientifiche e tecniche | 78% |
| Costruzioni e attività immobiliari | 86% / 67% |
| Intermediari del commercio | 62% |
| Commercio all'ingrosso e al dettaglio | 40% |
| Ristorazione e servizi di alloggio | 40% |
| Altre attività economiche | 67% |