Come funziona la paga nel lavoro domestico
Il lavoro domestico ha regole proprie. Il datore di lavoro versa i contributi all'INPS con importi orari per fasce di retribuzione, e una piccola quota è a carico del lavoratore, trattenuta dalla paga. Le ore mensili si calcolano come ore settimanali × 52 ÷ 12.
Una particolarità importante: il datore di lavoro domestico non è sostituto d'imposta, quindi non trattiene l'IRPEF in busta. Colf e badanti ricevono la retribuzione al lordo delle imposte e devono presentare la dichiarazione dei redditi se superano le soglie previste. Il “netto” mostrato qui è quindi ciò che si riceve materialmente, non il netto fiscale finale.
La retribuzione minima oraria è fissata dal CCNL Lavoro Domestico per livello (da A a D super) e viene aggiornata ogni anno.
Domande frequenti
Chi paga i contributi INPS di colf e badanti?
Il datore di lavoro versa trimestralmente i contributi all'INPS; una quota oraria è a carico del lavoratore e viene trattenuta dalla paga. Gli importi sono aggiornati ogni anno per fasce di retribuzione.
Colf e badanti pagano l'IRPEF?
Sì, ma non tramite trattenuta in busta: il datore domestico non è sostituto d'imposta, quindi l'IRPEF va versata con la dichiarazione dei redditi se il reddito supera le soglie di esenzione.
La tredicesima spetta anche nel lavoro domestico?
Sì, entro dicembre spetta una mensilità aggiuntiva pari alla retribuzione di un mese, in proporzione ai mesi lavorati nell'anno.
Simulazione indicativa a scopo informativo, non costituisce consulenza fiscale o del lavoro. Le quote contributive orarie variano per fascia di retribuzione, convivenza e tipo di contratto e sono aggiornate annualmente dall'INPS: verifica gli importi in vigore. Verifica sempre la tua situazione con un professionista abilitato o con le fonti ufficiali.