Come si calcola la NASpI
L'assegno parte dalla retribuzione imponibile media degli ultimi 4 anni: si sommano le retribuzioni imponibili, si divide per le settimane di contribuzione e si moltiplica per 4,33. Se la media non supera l'importo di riferimento (circa 1.436 €, rivalutato ogni anno), la NASpI è il 75% della media; sulla parte eccedente si aggiunge il 25%, fino al massimale (circa 1.563 € mensili).
La durata è pari alla metà delle settimane contribuite negli ultimi 4 anni, fino a un massimo di 24 mesi. Dal 6° mese (8° per chi ha più di 55 anni) l'assegno si riduce del 3% ogni mese: è il cosiddetto décalage, pensato per incentivare il rientro al lavoro.
Sull'assegno l'INPS applica la tassazione IRPEF come su un reddito da lavoro: l'importo accreditato sarà quindi inferiore al lordo qui stimato, in misura dipendente dalla situazione fiscale personale.
Domande frequenti
Entro quando va presentata la domanda?
Entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto, online sul sito INPS o tramite patronato. La prestazione decorre dall'8° giorno successivo alla cessazione se la domanda è presentata entro i primi 8 giorni.
La NASpI spetta se mi dimetto?
Di regola no: serve la perdita involontaria del lavoro. Fanno eccezione le dimissioni per giusta causa e quelle durante il periodo tutelato di maternità/paternità, oltre alla risoluzione consensuale in sede protetta.
Gli importi di riferimento cambiano ogni anno?
Sì, soglia e massimale sono rivalutati annualmente dall'INPS in base all'inflazione: verifica la circolare INPS dell'anno in corso per i valori aggiornati.
Simulazione indicativa a scopo informativo, non costituisce consulenza fiscale o del lavoro. Soglia e massimale usati sono gli ultimi valori noti e vengono rivalutati annualmente dall'INPS; l'importo mostrato è lordo IRPEF. Verifica sempre la tua situazione con un professionista abilitato o con le fonti ufficiali.