| Gruppo di attività | Codici ATECO | Coefficiente | Costi riconosciuti |
|---|---|---|---|
| Industrie alimentari e delle bevande | 10 – 11 | 40% | 60% |
| Commercio all'ingrosso e al dettaglio | 45 – 46.2/9 – 47.1/7/9 | 40% | 60% |
| Commercio ambulante di alimentari e bevande | 47.81 | 40% | 60% |
| Commercio ambulante di altri prodotti | 47.82 – 47.89 | 54% | 46% |
| Costruzioni e attività immobiliari | 41 – 42 – 43 – 68 | 86% | 14% |
| Intermediari del commercio | 46.1 | 62% | 38% |
| Servizi di alloggio e ristorazione | 55 – 56 | 40% | 60% |
| Attività professionali, scientifiche, tecniche, sanitarie, istruzione, servizi finanziari | 64 – 66, 69 – 75, 85, 86 – 88 | 78% | 22% |
| Altre attività economiche | tutti gli altri | 67% | 33% |
Come si usa il coefficiente: esempio pratico
Reddito imponibile: 35.000 × 78% = 27.300 €.
Il restante 22% (7.700 €) è la quota di costi riconosciuta forfettariamente — anche se i suoi costi reali fossero solo 1.000 €.
Reddito imponibile: 60.000 × 40% = 24.000 €.
Il coefficiente basso riflette i costi alti tipici del commercio (merce da acquistare).
Su questo imponibile si calcolano poi i contributi INPS e l'imposta sostitutiva del 15% (o 5% per le nuove attività). Per il calcolo completo del tuo netto:
Calcola il tuo netto forfettario →Cosa significa in pratica
Il coefficiente è il cuore della convenienza del forfettario. Un professionista con coefficiente al 78% e pochissimi costi reali ottiene comunque il 22% di costi "regalati". Al contrario, un'attività con costi reali superiori alla quota forfettaria (es. un commerciante con margini bassi il cui costo merce supera il 60%) può trovarsi a pagare tasse su un reddito che non ha davvero guadagnato: in quei casi va valutato il confronto con il regime ordinario.